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UIM Verona: politiche migratorie e giustizia sociale
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L’ultima tragedia di Lampedusa dimostra il fallimento delle politiche estere dell’Unione Europea e dell’Italia in particolare. Dal 1988, sono morte nel mar mediterraneo più di 19.000 persone di cui più di 2.000 solo nel 2011. Per eludere i crescenti controlli alle frontiere, alcuni migranti accettano vie d'ingresso sempre più pericolose, rinforzando il business delle organizzazioni criminali internazionali che organizzano il traffico delle persone. Secondo le stime dell’Acnur, il loro giro d’affari è tra 5 e 7 miliardi l’anno. Di fronte a questi dati, crediamo che la repressione non sia la prospettiva giusta per un buon governo del fenomeno migratorio. Siamo invece convinti che occorra agire pensando diversamente ai rapporti internazionali in generale e alle politiche migratorie in particolare, mettendo in primo piano la giustizia sociale tra gli esseri che abitano il nostro pianeta.

 

Promuovere la pace nelle politiche estere

Le oltre 250 vittime della scorsa settimana di origine africana , per lo più eritrei e somali, fanno riflettere profondamente. Pare evidente che l’Europa non può agire al posto dell’Africa risolvendone i problemi politici e sociali. I paesi africani devono assumere le loro responsabilità. Ciò non toglie però l’urgenza che i popoli europei chiedano con forza il cambiamento delle politiche estere macabre portate avanti dall’Europa, la quale, molto spesso, promuove operazioni militari di smantellamento degli stati africani. L’ultima guerra odiosa imposta alla Libia ne è esempio evidente. Il paese, la cui distruzione ha provocato una marea di profughi verso l’occidente e il cui capo di stato è stato ferocemente ucciso, vive oggi in una situazione di caos totale.

 

Nuova visione delle politiche migratorie nazionali, europee ed internazionali

Ora al livello nazionale il dibattito si è concentrato sulla cancellazione del reato di clandestinità e sulla modifica della legge Bossi - Fini, nata sulla scia di un pensiero culturale repressivo e disprezzante nei confronti dello straniero. Molti chiedono una maggior europeizzazione (condivisione dei costi, armonizzazione delle politiche) del sistema di protezione internazionale garantita ai richiedenti asilo. Pur condividendo la necessità di questi interventi normativi, sentiamo il dovere di affermare come sia più che altro urgente garantire alle persone disposte a lasciare la propria terra per un futuro migliore (migranti economici) la possibilità sia di vivere dignitosamente nel proprio paese di origine sia di emigrare in modo regolare. Garantire un permesso di soggiorno per ricerca lavoro è una delle proposte concrete che vanno in questo senso. D’altra parte, le persone che fuggono i peggiori regimi devono poter viaggiare in modo sicuro, con garanzia di ricevere la protezione internazionale garantita dalla Convenzione internazionale di Ginevra.

 

Per noi della UIM di Verona la mobilità umana non deve più spaventare, è un percorso naturale che dura da secoli e per questo va governata, come già avviene all’interno delle frontiere europee, senza che ciò produca una presunta invasione a discapito dei paesi maggiormente ricchi della zona euro. 

 

UIM Verona