- La Uim è nata per tutelare gli emigranti italiani, ma nel mondo attuale non possono esserci distinzioni tra chi emigra dal nostro Paese e chi invece ci arriva. Oggi siamo tutti un popolo di migranti, i diritti devono essere gli stessi per tutti, sul piano civile e su quello lavorativo. E lo Ius soli non può non essere la colonna portante di un mondo che vuole integrarsi - le parole del Presidente nazionale della UIM, Alberto Sera, hanno così ufficializzato, lo scorso 23 giugno a Belluno, la nascita dell'Unione Italiani nel Mondo locale. Si torna dunque a parlare di ius soli e della necessità di ampliare il dibattito e - superare - come sottolineato dal sindaco di Belluno Jacopo Massaro - le arretratezze culturali circa i modi di regolare i rapporti tra soggetti di provenienze diverse, stritolati come siamo tra razzismo e ipergarantismo e lontani dalla normalità. Lo ius soli deve essere scontato perché è sinonimo di civiltà e modernità. - Ed è solo dando certezze attraverso il riconoscimento dei diritti che, secondo Roger De Menech, parlamentare e sindaco di Ponte nelle Alpi, civiltà e modernità possono trovare la massima espressione.
Gerardo Colamarco, Segretario Generale della UIL Veneto ha poi sottolineato come il Veneto, antesignano della sperimentazione dell’associazionismo, della sobrietà in politica, anche se attanagliato dalla crisi che ha fatto perdere centomila posti di lavoro continua a guardare agli immigrati come un'importante risorse per il Paese; tema ripreso da Jarm Anita, mediatrice culturale di Vicenza, che ha ribadito che i cittadini stranieri sono qui per contribuire allo sviluppo tanto economico, quanto sociale dell’Italia; - gli immigrati sono una risorsa che rappresenta il futuro - ha poi aggiunto Oscar Del Bona, Presidente della Fiera di Longarone, - ed è proprio per questo -, ha detto il Questore di Belluno, Attilio Ingrassia, - che occorre puntare ad un' integrazione reale che è rispetto delle regole che è rispetto di donne e minori. -
Alla presentazione della UIM Belluno era presente anche Jérèmie Goutto, Presidente della UIM Verona, e che spesso fa dei paradossi reali il leit motiv della parabola ascendente del suo impegno nella UIL. Jérèmie ha raccontato la storia di un suo fratello ,nato qui in Italia ma a cui sono state negate le opportunità proprie di un cittadino italiano e per questo è stato costretto ad andare a lavorare a Londra. - La crisi si affronta – ha detto inoltre Jeremy - ponendoci tutti alla pari. -
La Segretaria Generale della UIL di Verona, Lucia Perina, ha fatto notare come ormai - il fenomeno dell’immigrazione dentro il sindacato venga affrontato con naturalezza, in modo istintivo senza differenziare e ghettizzare più le richieste e i temi. -
La manifestazione Nazionale unitaria che si è svolta a Roma lo scorso 22 giugno ha dimostrato, per esempio, come la delegazione veronese fosse composta per metà da immigrati.
Il Segretario Generale della UIL di Padova Nello Cum ha ricordato come - la necessità degli immigrati è quella non di essere supportati ma di essere capiti e di capire, di essere l’esempio della capacità di adattarsi al cambiamento, di non permettere che vada via chi ha contribuito a costruire il nostro Paese. -
Proprio su questo Colamarco era stato chiarissimo: - chi vuole restare nel nostro Paese deve avere la cittadinanza italiana, chi nasce in questo territorio deve avere la cittadinanza italiana, anche se nato da cittadini stranieri. -
Il più bel commento a questa solenne e non rituale declamazione è stato fatto dalla piccola Lammari Nesrin, figlia di marocchini, che ha declamato a memoria l’art. 3 della Costituzione Italiana. Carlo Viel, Segretario Generale della UIL di Belluno, organizzatore del convegno, nel suo intervento ha approfondito il riferimento al testo costituzionale ricordandone i primi quattro articoli, vademecum di una società giusta ed equa.
- Innanzi tutto il diritto del lavoro – ha dichiarato Viel – che è il pane quotidiano di ogni espressione della UIL, ma anche e sempre di più il diritto costituzionale che deve essere la guida del nostro vivere, in particolare per noi che la parità la intendiamo praticare e non predicare. - Per questo è nata la UIM Belluno, per interagire con le istituzioni e sostenere la battaglia per la concessione della cittadinanza per i nati in Italia.
Nel corso del convegno si è passati poi alla nomina del Presidente della UIM Belluno, Zaidi Allal e all'elezione del Comitato Esecutivo della UIM locale.
Poche le parole di Zaidi, ma indicative di quello che sarà il suo impegno per questa associazione: - Finalmente siamo cronaca positiva sui giornali di Belluno. Dedicherò il mio tempo al disagio sociale. -
La costituzione della UIM territoriale che per Colamarco - è un piccolo tassello da cui può nascere un grande mosaico- è stata valorizzata dell’intervento conclusivo del Presidente della UIM, Alberto Sera. - La UIM è una struttura che fa servizi che interessano e coinvolgono sia gli italiani che stanno all’estero sia gli italiani che hanno scelto il nostro Paese per vivere e lavorare. Le frontiere della UIM sono la cittadinanza, la cultura e le nuove migrazioni tra cui quella dei giovani che vanno all’estero. Per noi che condividiamo le stesse situazioni sociali, gli stessi servizi, gli stessi ambienti di lavoro è naturale parlare di cittadinanza, di scambio, di diritti. -
