Il dibattito sulla concessione della cittadinanza italiana ai nati, residenti e scolarizzati in Italia questa volta ha fatto tappa a Milano in un convegno organizzato, il 19 aprile scorso, da Pier Luigi Paolini, Segretario della Uil Milano e Lombardia.
- Il nostro Paese offre al resto del mondo i proprio lavoratori e per questo sa cosa fare su quanto gli immigrati chiedono allo Stato - sono state le parole Giuseppe Doria Segretario della Uil meneghina e regionale, che ha guidato i partecipanti nel corso della discussione.
Alberto Sera, Vice Presidente dell’Ital, nella sua relazione introduttiva ha ripercorso le motivazioni dell’iniziativa del Patronato partita il 19 settembre 2012 a Varese:
sensibilizzazione
Si ricomincia da Milano per dare nuovo impulso alla campagna di sensibilizzazione sul tema della concessione della cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia e spingere così ad una riforma della legge 91/1992.
corretta applicazione della normativa vigente
Occorre focalizzare l’attenzione sulla corretta applicazione della normativa vigente, in particolare sul rispetto dei tempi previsti dalla stessa legge in materia di cittadinanza.
assistenza
Fornire assistenza ai cittadini stranieri sull’inoltro delle pratiche per la richiesta di cittadinanza
- Auspicando che - ha dichiarato Sera – anche un Parlamento, il cui futuro è incerto, possa con alcuni parlamentari di origine extracomunitaria, diventati cittadini italiani firmatari di una delle prime proposte di legge in materia, regalarci e non concederci una riforma del diritto di cittadinanza. -
Un tema delicato, ad alto tasso di politicizzazione e che porta a molte divisioni, come ha sottolineato il vice Prefetto Vicario di Milano, Vittorio Zappalorto, che sul procedimento per l’ottenimento della cittadinanza ha dichiarato: - Non va bene, non è adeguato, non abbiamo le forze e le possibilità per come è stato strutturato. -
Alle parole di Felicitè Ngo Tonye, sindacalista del commercio, il quale ha sostenuto che - la cittadinanza italiana deve essere consapevole e che le seconde generazioni saranno decisive per la nostra società - , si è aggiunto l’appello del Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Milano, Giuseppe De Angelis: -Bisogna adeguare la legislazione per gli immigrati. Monitorare la sostenibilità del welfare degli immigrati. Potenziare gli spazi degli uffici della Questura. -
Non sono mancate le proposte, come quelle dell’assessore al Sociale del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino: “Chi nasce qui è italiano, punto. Rafforzare la connessione tra le varie istituzioni. Costruire unità di luogo. “Dequesturalizzare” il processo di integrazione. Dopo il 18° anno di età informare bene i giovani per evitargli un limbo indegno”.
Efficace è stata anche la testimonianza del delegato sindacale degli edili della Uil, il croato Kristijan Hodak - “Mi sento straniero e voglio rimanere straniero – non mi sento di valere meno non essendo cittadino italiano”.
È stata poi la volta di Silvano Sangalli, coordinatore regionale del Patronato, che ha raccontato come la passione porta l’Ital ad accettare sempre nuove sfide. “Siamo pronti a cambiare pelle quando c’è bisogno di cambiare pelle”
Gabriele Di Mascio della Uim ha presentato un interessante studio su come i maggiori Stati Europei affrontano il tema della concessione della cittadinanza analizzando le leggi in vigore. (guarda qui la presentazione )
Il dibattito si è concluso con l'intervento di Giuseppe Casucci, Responsabile Politiche Migratorie Uil, che ancora una volta ha ribadito la necessità di rendere più stabile il permesso di soggiorno e più corretta l'applicazione dell'attuale legge sulla cittadinanza.
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