In un Paese ancora una volta diviso, questa volta per l'elezione del Presidente della Repubblica, i giovani, i nostri giovani, oltre confine desiderano far sentire la propria voce rivolgendosi direttamente a chi ci governa.
Come Cristiana, che ha voluto condividere con noi la sua storia, la sua rabbia e la sua rassegnazione.
Sono sei anni che non vivo piu' in Italia. La prima volta che ho deciso di partire è stato subito dopo aver collezionato quel "pezzo di carta" chiamato laurea. Non fraintendetemi, non lo dico in senso dispregiativo ma in tono di rassegnazione. Sono partita da Bari, la città dove sono nata, per andare a vivere a Londra per sei mesi con il desiderio, poi, di rientrare in Italia e di trovare lavoro. In seguito all'ovvio scenario che mi si e' prospettato davanti, ho deciso di continuare il mio viaggio. Mi sono quindi ritrovata nella verdissima Irlanda dove ho vissuto 3 anni meravigliosi.
Non più Ryanair a 60 euro e in due ore sei a casa, nella tua comfort zone. Questa volta da sola e lontana, e più lontano di cosi' non c'è.
Dublino e' stata la mia insegnante di irish/english e mi ha accolto, come una mamma, tra le sue braccia. Ma sentivo che non era abbastanza e quindi ho deciso di rifare le valigie e partire verso sud. Questa volta la voglia di sole e di mare mi hanno spinto a migrare verso la Spagna. Ma a Barcellona non mi sono mai sentita a casa.. E cosi' eccomi di nuovo a fare le valigie, questa volta per lasciare il continente. La ragione? Voglia di scoprire ancora e di confrontarmi con me stessa. Non più Ryanair a 60 euro e in due ore sei a casa, nella tua comfort zone. Questa volta da sola e lontana, e più lontano di cosi' non c'è.
L'Australia: una terra vergine - o quasi - dove la parola recessione non fa spavento come nel vecchio continente. E così a combattere una nuova battaglia, a ricominciare da zero per costruirmi un futuro migliore. L'Italia ci ha partorito, ci ha insegnato la storia, l'amore per la cultura e poi ci ha abbandonato.
Un post molto speciale quello di Cristiana che ha deciso di condividere con noi, con gli amici, i conterranei, perché, come dice lei stessa "ci sono alcuni sentimenti e emozioni che non potro’ mai esprimere in inglese. Forse perche’, nonostante tutto, la musica della mia lingua, come della mia Terra, non ha uguali."
I numeri non sono mai stati il nostro forte ma la musica, l’arte, la poesia delle note e delle scritture, in quelli si siamo i migliori. E quando ti trovi a 16000 miglia di distanza da casa, come per magia ti accorgi di tutto quell’ovvio che hai sempre avuto dinanzi agli occhi. Cosi’ evidente, ma allo stesso tempo cosi’ difficile da cogliere.
Difficile da esprimere il mio messaggio, ma provate per un attimo, con me, come sto esattamente facendo in questo istante, a chiudere gli occhi e a farvi trasportare dalle note di C’era una volta in America.

Per un attimo dimentichiamoci dei numeri, dei targets, dei bilanci e di tutto quello che una cosa chiamata società ci obbliga a credere verità. Chiudere gli occhi mi aiuta a dimenticare la rabbia e il rancore verso la mia terra e la musica mi aiuta a ricordare delle meraviglie del mio Paese. E ne abbiamo tante. Ci e’ voluta tanta distanza tra me e le mie radici per farmi ricordare chi sono e da dove vengo.
Gia’ perché, infondo, quel che sono l’ho imparato dai poeti italiani che hanno scritto di musica e parole regalandoci memorie di bellezza. Quella bellezza che e’ sempre li sotto i nostri occhi. Penso a grandi pellicole, a grandi opere d’arte, a note toccanti e parole di poesia e di romanzi. Non c’e’ nulla da dimostrare o numeri da comprovare. E' il bisogno di comunicare emozioni e sentimenti, di regalare a tanti, come me, un momento di serenità facendoci sentire vicino a casa… Questa e’ la mia Italia.
Se solo tutti quelli che siedono nella stanza dei bottoni, che hanno il potere di cambiare le cose, invece di azzuffarsi tra di loro nella corsa verso la poltrona dorata si fermassero un attimo ad ascoltarci e a guardare la desolazione intorno a loro, forse io, come tanti altri, non mi ritroverei a piangere pensando alla mia casa ormai lontana.
