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E' pur sempre felicità...
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È pur sempre felicità, anche se sotto forma di dolore.  È il motto di Federica, 24 anni, una laurea in Lingue e Comunicazione Internazionale e due master  in America in Marketing e Business negotiating. Ora Federica è in Cina, a Yuyao (Ningbo) 

 - un posto sconosciuto a tutti, dove di stranieri come me ne avevo trovati 5 su 2 milioni di persone. Non conoscevo il cinese, quindi la comunicazione quotidiana era affidata ad un vocabolario tascabile che portavo sempre dietro. Per fortuna noi italiani siamo abituati a gesticolare molto e questo ci fa riconoscere tra tanti musi bianchi e ci permette di essere capiti molto più velocemente di altri

Qui Federica ha trovato la sua felicità, anche se sotto forma di dolore: - questa cultura cosi diversa, cosi chiusa (qua nel paese dove abito io soprattutto), queste persone che sembrano tutti uguali nel modo in cui si vestono, i modi di pensare, di agire ecc.. per me è stato un vero e proprio shock, io che sono passionale e permalosa, vivevo (e vivo) in un mondo di "apparente gentilezza", dove non ci si tocca, non ci si abbraccia, non ci si bacia neanche se ti scivola una lacrima in viso. Tutto si basa su delle parole... e le parole, molto spesso, non bastano. -

Nonostante i sacrifici,  - nell'azienda in cui lavoro, c'e' meritocrazia, ma per i cinesi. Pretendono tanto da te e con il minimo stipendio possibile. Quindi ogni giorno, o ogni mese che arriva la "busta paga", c'e' da discutere... Immaginati lo stress ogni volta per ottenere quello che si vuole, e che si merita. - 

 

il senso di solitudine...

- vivo in un quartiere che si chiama YuYao e che conta 2 milioni di abitanti, di cui una ventina stranieri, come me, quindi lo spirito di solitudine si accentua molto di più se non si riesce ad entrare nell'ottica cinese -

 il continuo domandarsi perché aver scelto di vivere in un mondo di apparente gentilezza: - inizialmente sembrano tutti carini e cordiali, disposti a fare tutto per te, per aiutarti, ma in fondo, non capiscono quello che stai provando. Cercano di essere presenti nella tua vita, ma con cose materiali, soldi, regali, ecc... ma non con affetti veri, passioni. Per loro non esistono italiani, americani, inglesi ec... esistono l'Italia, l'America, la Francia e cosi via.. per il cibo, l'universita', il vino. -  

Federica non ha dubbi:  - Al momento non voglio tornare in Italia, sinceramente ho sempre voluto e lo vorrei ancora, lavorare per un'azienda italiana all'estero (soprattutto in America), e far fare business ed aiutare la crescita del mio Paese.- 

 

E' pur sempre felicità...

I nostri giovani pensano in modo globalizzato, si sentono figli del mondo, non di un Paese o di una città, e anche i genitori cominciano a vedere le cose in modo diverso, come Emilio che ci scrive  - Mia figlia sta facendo il PhD in California in Biologia Molecolare. Guadagna 2500 $ al mese, ha già fatto alcune pubblicazioni, è perfettamente inserita nell'ambiente di ricerca... Qui sarebbe stata trattata in maniera completamente diversa e non avrebbe avuto le opportunità che sta avendo lì. E' un dolore per noi genitori, che la vediamo solo su Skype, ma è un piacere vederla soddisfatta! Spero che anche il più piccolo dei miei figli, una volta laureatosi in Italia in Economia con un Master of Science in inglese emigri anche lui.

O come Stefano, che nel 2010 ha passato quasi un anno a Davis, in California, con la famiglia. - Le mie figlie hanno frequentato la scuola locale. Oltre a fare noi , io e mia moglie, una splendida esperienza di vita e di lavoro, volevamo preparare le nostre due figlie al possibile ed auspicabile salto all'estero quando saranno più grandi
 

 - Si, è difficile -  scrive Federica - ma a tornare indietro non ci ho mai pensato... perché tutto questo mi serve adesso e mi servirà in futuro, tutto questo fa parte della mia felicità futura.

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E' pur sempre felicità...
Tag(s) : #storie