Quanti di voi conoscono Francesco Serpico, meglio noto come Frank Serpico?
Forse i meno giovani ne conoscono la storia, mentre le nuove generazioni sono venute a conoscenza della sua vicenda grazie al film “Serpico”, interpretato da Al Pacino e diretto da Sidney Lumet.
Frank Serpico aveva 23 anni quando entrò a far parte del dipartimento di Polizia di New York e già dai primi anni di servizio capì di essere entrato a far parte di un sistema immorale e corrotto. Trasferito da un distretto all’altro a seguito dei numerosi tentativi di denunciare ai piani alti la forte corruzione della polizia di New York, Serpico, dopo aver subito un pesante interrogatorio da parte della polizia doganale decide di rendere pubbliche tutte le informazioni in suo possesso rivolgendosi al New York Times. Allo scandalo, che investe la Polizia di New York, seguono i guai per Frank, che la notte del 3 febbraio 1971, nel corso di una operazione anti-droga subisce un agguato da parte di uno spacciatore che gli spara al volto. Ferito e totalmente ignorato dai colleghi, Serpico verrà trasportato all'ospedale grazie ad un passante che allerta i soccorsi. A causa della ferita al volto l'ex agente di polizia perde l’udito all’orecchio sinistro.
Grazie alla sua denuncia, a seguito della quale venne istituita un’apposita commissione d’inchiesta - la Commissione Knapp - molti agenti e alte cariche della Polizia verranno condannati per tangenti e corruzione.
Ma perché oggi raccontiamo la storia di Serpico?
Frank, nato a Brooklyn da Vincenzo e Maria Giovanna Serpico, due emigrati italiani provenienti da Marigliano, in provincia di Napoli, all’età di 67 anni è diventato cittadino italiano. Il passaporto italiano gli è stato infatti consegnato nel corso di una cerimonia tenutasi a East Hanover, nel New Jersey, organizzata dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato di NY e NJ Joe Petrosino. Un momento per celebrare la cultura della legalità ma anche per sottolineare ancora una volta i forti legami tra le istituzioni e le comunità italiana e americana.
(immagine dal blog "Oggi a New York")
È dunque un italiano a tutti gli effetti l’ex agente Serpico che si è detto molto onorato di aver ricevuto un tale riconoscimento. Sul blog “Oggi a New York” , che ha riportato la notizia, Frank racconta aneddoti di un' infanzia tutta italiana, di quando ad esempio i genitori lo spingevano a parlare “come ti ha fatto tua mamma” - I genitori dei miei amichetti di allora - racconta Serpico - proibivano ai figli di parlare italiano, sostenendo che dovevano inserirsi nella società americana.- Poi racconta di quando venne in Italia, a Napoli, a conoscere i nonni - La mamma mi ha portato a conoscere i nonni, ma non aveva i soldi per comprarmi un vestito per la stagione estiva, così ne ha comprato uno che andava bene per tutto l’anno. Mi sono ritrovato a Napoli e vedevo tutti i ragazzi scalzi che mi giravano attorno e mi guardavano come venissi dalla luna. Hanno chiesto a mio cugino che mi accompagnava chi ero e lui ha spiegato che venivo dall’America,. Siamo diventati amici, anche perché mi ero rivolto a loro in dialetto e erano rimasti sbigottiti. L’indomani anch’io ero scalzo assieme ai ragazzi, poi ho offerto il gelato a tutti e mi hanno soprannominato o paladino a Napule. -
