Overblog Tutti i blog Blog migliori Non profit, enti di beneficenza
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Emigrazione giovanile, problematiche e soluzioni
Pubblicità

  

Tre anni e mezzo fa una lettera aperta di Pierluigi Celli, Direttore Generale della LUISS, pubblicata su Repubblica consigliava al figlio di andare a lavorare all’estero.

Dopo tre anni e mezzo un altro grande quotidiano La Stampa, pubblica con grande rilievo una lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, che affronta il grave problema dei giovani che vanno all’estero per lavoro con toni accorati e con promesse genuine.

Nel corso di questi tre anni e mezzo, sul fenomeno dell'emigrazione giovanile sono stati realizzati diversi reportage, indagini, blog della carta stampata e dei siti internet, ma ancora quasi niente di concreto.

Al di là del rinvio alla ovvia soluzione derivante dai provvedimenti per l’occupazione, ci aspettiamo da subito interventi specifici che rendono meno pesante il soggiorno dei giovani all’estero tenendo conto di tre problemi e di relative soluzioni che non comportano salassi di bilancio:

1. molti nostri giovani vanno a fare all’estero un lavoro che qui in Italia fanno gli immigrati. Molte volte solo per imparare l’inglese. Investimenti per l’insegnamento della lingua inglese in Italia.

2. l’emigrazione giovanile si basa molto sul passa parola. Istruire un Servizio Orientamento al lavoro all’estero.

3. molti giovani emigrati vivono male psicologicamente la residenza all’estero. Prevedere presso i consolati italiani delle città più grandi un servizio di assistenza psicologica.

Alberto Sera, Presidente UIM

Tre anni e mezzo fa una lettera aperta di Pierluigi Celli, Direttore Generale della LUISS, pubblicata su Repubblica consigliava al figlio di andare a lavorare all’estero.

Dopo tre anni e mezzo un altro grande quotidiano La Stampa, pubblica con grande rilievo una lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta che affronta questo grave problema dei giovani che vanno all’estero per lavoro con toni accorati e con promesse genuine.

Dentro questi tre anni e mezzo, diversi reportage, indagini, blog della carta stampata e dei siti internet ma ancora quasi niente di concreto.

Al di là del rinvio alla ovvia soluzione derivante dai provvedimenti pe l’occupazione ci aspettiamo da subito, interventi specifici che rendono meno pesante il soggiorno dei giovani all’estero tenendo conto di tre problemi e di relative soluzioni che non comportano salassi di bilancio:

1. Molti nostri giovani vanno a fare all’estero un lavoro che qui in Italia fanno gli immigrati. Molte volte solo per imparare l’inglese. Investimenti per l’insegnamento della lingua inglese in Italia.

2. L’emigrazione giovanile si basa molto sul passa parola. Istruire un Servizio Orientamento al lavoro all’estero.

3. Molti giovani emigrati vivono male psicologicamente la residenza all’estero. Prevedere presso i consolati italiani delle città più grandi un servizio psicologico.

Alberto Sera, Presidente UIM