In un editoriale del Corriere della Sera un polemico Giovanni Sartori discute di cittadinanza e ius_soli.
Al di la delle opinioni personali, ciò che emerge dal suo intervento sul quotidiano è un concentrato di pregiudizi e banalità.
Sartori, prima di affilare la penna, cita una sua proposta circa la concessione della residenza, trasmissibile ai figli, per gli immigrati con i documenti in ordine; una proposta di assoluto buonsenso che la UIL già da anni porta avanti, come è stato di recente ribadito dal segretario confederale UIL Guglielmo Loy in occasione dell’incontro con il Ministro Kyenge sul tema dell’immigrazione, tenutosi lo scorso 5 giugno. “Non solo, per Loy, è necessario produrre una riforma largamente condivisa, e quindi al riparo dei rischi di una <riforma della riforma>, ma sarebbe anche utile rendere maggiormente fruibile il permesso di soggiorno di lungo periodo, in modo che la richiesta di cittadinanza sia una scelta ponderata e non un necessario espediente per aggirare la farraginosità della normativa attuale”.
Forse il noto politologo, non contento di aver ingarbugliato con le sue innumerevoli ricette, la questione della riforma della legge elettorale, ha ritenuto di dover confondere le acque e creare scompiglio anche in tema di cittadinanza e ius soli.
Un editoriale i cui toni, forse un po’ troppo superficiali, lasciano emergere quel sentimento anti-migratorio tipico di chi tenta in tutti i modi di opporsi alla libertà perché ha timore dell’ignoto.
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